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DARIO FO

“Mi sento attore dilettante e pittore professionista”

dal 1° Aprile al 2 Luglio 2017

presso Palazzo Chianini Vincenzi Galleria d’Arte “La Chimera” di Arezzo

 

L’Associazione Culturale Editebro, in continuità con le mostre già realizzate in collaborazione con il Comune di Arezzo, con Andy Warhol, Modigliani e “La Pop Art – Angeli, Festa, Schifano la Scuola Romana”, ha l’onore e il piacere di inaugurare la mostra dedicata al grande Maestro, Premio Nobel per la letteratura, DARIO FO.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Compagnia Teatrale Fo Rame, si terrà presso Palazzo Chianini Vincenzi Galleria d’Arte “La Chimera” di Arezzo, ex Galleria comunale, Via Andrea Cesalpino, 15 (mappa) dal 1° Aprile al 2 Luglio 2017.

48 opere, pezzi unici

Dopo la giornata dell’inaugurazione con ingresso gratuito, il costo del biglietto intero è di € 10 (€ 7 scaricando la riduzione).

Gruppi e scolaresche di almeno 10 persone € 8 (€ 5 scaricando la riduzione). Insegnanti e accompagnatori, ingresso gratuito.

Bambini sotto i 10 anni, ingresso gratuito.

Per informazioni: 389 0535630

Per ottenere la riduzione, compila il modulo sottostante. La riduzione è individuale.

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Jacopo Fo ricordando il padre Dario…

“…Quando ero molto piccolo, se volevo l’attenzione di mio padre, c’era solo un sistema: mettermi a disegnare. Mi mettevo a disegnare per terra e mio padre smetteva di fare qualunque cosa… Un giorno stavo facendo una casettina meravigliosa tutta rosa. Io ero un bambino disciplinato, ordinato, proprio un bravo bambino. E arriva mio padre e sulla mia casettina rosa mi fa un quadrato viola… E io dico: “Papà, ma è una casettina rosa, perché mi rovini il disegno?” E mio padre mi dice: “C’è il lampo!”

E io da quel giorno ho disegnato soltanto case a quadrettoni di tutti i colori e se la maestra mi diceva qualcosa, dicevo: “C’è il lampo signora… Vada a discutere con mio padre!”

Un altro giorno, disegnavo, sempre per terra, e dico: “Questo disegno è brutto, ne faccio un altro!” E mio padre: “ No, perché quando il disegno è brutto, è lì che devi insistere per farlo diventare bello!” E la dimostrazione scioccante me l’ha data qualche giorno dopo. Stava facendo un quadro sopra un asse di legno, una donna meravigliosa (mio padre disegnava proprio realista, io ero affascinato da questo super potere). Ma a un certo punto decide che il dipinto non andava bene… Prende il quadro e va verso il bagno, e io dietro. Lo mette nella vasca da bagno e inizia a lavarlo con la doccia. Io mi metto a piangere perché vedo questo quadro meraviglioso sciogliersi. Ma sulla tavola erano rimaste delle macchie, dei punti in cui il colore si era seccato e non era venuto via. Ha ricominciato a dipingerci sopra ed è venuto fuori un dipinto meraviglioso.

Queste sono tra le grandi lezioni che mi ha fatto mio padre. Poi ce ne è stata un’altra, una lezione di teatro. L’unica lezione di recitazione perché nella mia famiglia si dà per scontato che guardi come fanno gli altri e lo fai.

A 40 anni ho debuttato in un teatro vero per la prima volta perché io avevo recitato sempre, ma clandestinamente: mi vergognavo essendo il figlio di Dario Fo. Mio padre è venuto in camerino e mi ha dato queste indicazioni che vi passo: sono il fondamento del teatro. Prima dello spettacolo conviene farsi una passeggiata magari anche fuori dal teatro che ti tonifica e ti rilassa. Le serate migliori sono quelle in cui non hai una grandissima aspettativa, sei anche al limite un po’ annoiato, ma sei un professionista e dai il massimo ed è lì che veramente viene fuori il grande teatro. E poi ricordati che quando entri in scena, hai davanti degli amici che sono usciti di casa la sera per venire a vedere te, quindi sono dalla tua parte, quindi non avere paura. “

Jacopo Fo

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